ilpunto

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Ma gennaio quanto dura? due mesi? di piu’?

buio in sala

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Un divano al centro del palcoscenico
Una libreria antica
Fondale nero
l’occhio di bue sopra di lui e lei
Buio completo nella sala
Epilogo

Che cosa e’ la verita’?
La domanda arrivo’ forte e inaspettata come un tuono a ciel sereno.
Lei inghiotti ma non rispose subito,lascio’ passare secondi da sembrare minuti.Si giro’ verso di lui e disse:

“Tu vuoi sapere tutto e subito,la verita’ non si puo’ dire,le verita’ viaggiano con noi fino alla tomba e sono mute.Vuoi il mio passato e le mie verita’.Che te ne fai? Dimmelo. Che te ne fai delle mie cose? Sono qui con te,non ti basta?”

Rimase a guardare gli occhi di lei profondi come il mare,non disse nulla.

Sul divano lui prese i piedi nudi di lei e’ inizio’ a massaggiarli.

Lei voleva un momento di relax,la giornata era stata pressante,e la sera era iniziata con domande pesanti.

ilpunto

*

Nelle stazioni partenze e arrivi, nelle stazioni incontri e abbandoni, nelle stazioni attese e conferme, di baci e abbracci e di addii nelle stazioni,nelle stazioni pensieri veloci e riflessioni con il viso attaccato al finestrino,nelle stazioni pianti con il fazzoletto  e fiori da regalare,nelle stazioni abbandonate scritte sui muri per ricordare. La gente nelle stazioni,uno sguardo di vita ogni giorno che ci sfugge.

Una giornata storta

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Una giornata storta

Questa mattina mi sono alzato
il latte in frigo era avariato
ho preso il cuscino
e mi sono riaddormentato
e ho sognato che diventavo
milionario.
Mi sono svegliato alla mezza
e c’era il canetto
gia’ in attesa
voleva la pappa
e scondinzolava
tu non c’eri eri andata
a prendere il formaggio
con le mele
per la dieta
che ti sei fissata
sette chili in sette giorni
con sette mele
al forno
per primo per secondo e contorno
Rientrata a casa ho sentito
il tuo solito urlo acuto
oddio il sugo si e’
bruciato e mi hai detto, ora
che facciamo?
Sono rimaste solo le mele
che io non mangio
anche se fanno bene
Ci guardiamo in faccia
tu in silenzio
io anche
il canetto che alza
il muso e ci guarda
pure lui
tutti e tre telepaticamente
pensiamo che la giornata
e’ iellata.
Prendo la macchina andiamo
a pranzo fuori
il ristorante e’ chiuso
una disgrazia dietro l’altra
la grattata al cornetto
questa volta
non e’ andata.
All’improvviso usciamo
un acquazzone troviamo
e l’ombrello che non portiamo
fradici ci ritroviamo
a bussare alla taverna
di “Basta che Pagate”
con scritto
lasciate ogni speranza
a voi che entrate.
Infatti leggo i prezzi
i primi vanno a peso d’oro
i secondi hanno i prezzi
al platino
i contorni si salvano
perchè lo chef li regala
solo se ordini
la portata di primi
con i secondi
abbinata.
Bella la furbata
torniamo a casa tutti e tre
affamati
pensiamo
solo l’acqua ci e’ avanzata
la nottata e’ andata
con lo stomaco che
ci urlava e minacciava
Se non mandate giu’ qualche cosa
io vi mando all’ospedale
con un ulcera duodenale.
Tra i morsi della fame
al ricovero finimmo
spiegammo l’accaduto
ai sanitari di turno
e un pranzo
nel cestino
con voracità mangiammo
regalato a tutti e tre
per sola compassione
dall’ospedale del
Santo curato.
Tutti felici e sorridenti
verso casa ritornammo
quando un botto sentimmo
era la ruota della macchina
scoppiata.
Il canetto abbaiava
tu per lo spavento urlavi
io che guardavo il cornetto
e dicevo
fa qualche cosa
o cornetto porta fortuna
o ti rivendo al mercato
delle pulci
piu’ lontano
Ora non so come andarono le
cose ma un forte vento
mosse le foglie
sotto di queste c’era un biglietto
con sopra scritto
complimenti signore lei hai vinto!
Guardo di dietro e guardo di sopra
guardo sotto e c’era l’importo
di euro un milione e otto.
La giornata si era salvata
il canetto abbaiava
e tutto felice
scodinzolava
lei dalla gioia strillava
e io al cornetto rimanevo
a guardarlo sbalordito
come uno
scemo pensando al sogno
che alla fine si e’ avverato.