Lo sguardo

*
L’avevo vista,come qualche mese fa, dietro la vetrina del negozio tutta affannata a sistemare le carte per un cliente e curiosavo i suoi movimenti senza pensare a nulla di particolare in verita’.Anzi no,avevo notato,che questa mattina aveva messo delle scarpe ai piedi con tacchi alti,appariva cosi piu’ slanciata. Dovevo fare delle copie per me stesso per una rivista e cosi’ entrai.Il rumore della porta che si chiudeva dietro le mie spalle fece girare la sua testa verso l’ingresso. Gia’ ero entrato altre volte e avevo visto,tutte le volte, nel suo sguardo che si posava sopra di me, un lampo,una luce di interesse, tipica del piacere che precede quella non scioltezza nei movimenti che si trasforma in timidezza e goffaggine. Ciao disse,ciao risposi facendo attenzione a non far capire piu’ di tanto il mio interesse verso lei.Ciao una seconda volta usci’ dalla sua bocca con un mezzo sorriso di compiacimento.E si giro’ di nuovo a sistemare il lavoro per il cliente. Sbrigai la mia pratica,salutai e uscii; avevo un impegno urgente e nel mio giro in citta’, ma dopo molto tempo, mi venne in mente all’improvviso, la sua voce e il suo viso, i suoi occhi, e il suo corpo.Ma il suo sguardo era quello che colpiva,parlava,mi parlava,e oggi all’ingresso nel negozio mi aveva detto cose che sapevo con esattezza il significato piu’ nascosto. Ne avevo la certezza. In quello sguardo,nel tempo stesso che durava lo sguardo, c’erano scolpite dentro una frazione di secondo due parole soltanto: “mi piaci”. Nel mio,nella stessa frazione di secondo del suo, lo stesso “mi piaci”. Promisi a me stesso che il giorno seguente sarei andato al negozio di nuovo per invitarla a una colazione da me pagata.Quando invece…sentii dietro le spalle una voce “ehi, hai dimenticato il resto della commissione”. Sbadato come ero avevo lasciato i soldi li’ sul bancone,senza prendere il resto. E ora lei era li’ davanti a me cosi all’improvviso. Questa volta la non scioltezza nei movimenti che si trasforma in timidezza arrivo’ a me e mi investi’ in pieno come un treno in corsa. Non riuscii a mettere in fila due parole.Sentivo le campane di cupido suonare nelle orecchie,ancor prima del lancio della freccia dal suo arco.

(EmptySte2016)(c)

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