In quarta dimensione

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Fu in un giorno di giugno che scese la neve,nessuno se lo aspettava,con la maria assunta la paesana, che gridava a tutti il  miracolo,invece non era neve se lo era sognato. Fu in un giorno di giugno sul letto antico dei primi novecento,avvinghiati con i corpi nudi intrecciati che mi guardavi dentro gli occhi bagnati di rugiada. Fu in un giorno di giugno che stavi al mare con la crema abbronzante che chiedeva di stare sui tuoi piedi nudi non voleva aspettare. Fu in un giorno di giugno che erano finite le ferie la neve per davvero sparita e il miracolo se ne era andato assieme la maria,la paesana. Fu in un giorno di giugno che la corriera per il paese non passò e volevi stare a cavalcioni sopra di me perchè eri stanca di arrivare tardi per il tè. Fu un giorno di giugno che ti presi per i piedi nudi e ti lanciai in aria perchè volevi fare la spaccata con mezza giravolta e ritornare in terra in punta di piedi. Fu in un giorno di giugno che ti portai in ospedale avevi rotto le falangi delle dita,il referto medico parlava chiaro nove dita rotte il decimo si salvò. Fu in un giorno di giugno.

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