Scenetta (si alzi il sipario)

*

Mi aspetti con il caffè in mano,ti sei messa i tacchi quelli alti per superare il mio metro e ottanta,per parlarmi dall’alto in basso. Ma dico io potevi salire sul divano o sulla poltrona. Invece no,con quel tac,tac, dei tacchi che rimbombano sul pavimento e che mi urta il cervello e te con questo caffè in mano non sai se tirarmelo in faccia o berlo.Mi guardi negli occhi ti guardo negli occhi,tra un po’ parte la tua sinfonia di cose dette  tutte di corsa,quando parli come una macchinetta veloce,che io poi non capisco e dici con enfasi vedo che non hai capito! Vero!. Che poi quando sei arrabbiata ,nella tua sfuriata,tra le cose dette di corsa e quelle non dette perchè ti mangi le parole,c’e’ poco da capire. E tu tutta soddisfatta ti fai pure una risata dopo la scenata. Io non rispondo perchè ho ragione e quindi io taccio di fronte alla cacofonia delle parole e ti lascio sfogare. Tanto ,dopo, quando hai finito dici sempre, e adesso non parlare perchè ho ragione io. Capito?

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