TeATRanDo!

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il maggiordomo dopo 41 anni  e 6 mesi e 10 giorni di attività lavorativa, a meno di un giorno dalla pensione,per i troppi anni lavorati chiuso in casa, diventò mezzo matto. Sentite cosa disse prima di lasciare la nostra casa….

Questo mio breve racconto (qui una bozza) ha partecipato a cliccare qui sopra  dal titolo – Altri possibili mondi –

 

La senti questa voce che corre, corre, corre e rimbalza sopra i muri di questa antica casa, senza mai fermarsi e arriva nelle mie orecchie fin dentro alla mia testa stanca, quasi a dirmi con forza sovrumana che io sono un pazzoide? Oh mia adorata gatta, dove ti nascondi, per caso dentro l’armadio o sotto il letto? No.  Io ti vedo attraverso lo specchio cosa credi? che sono uno sfaccendato? un nonnulla? uno di quelli…quelli….che con lo strofinaccio in mano lava solo i pavimenti e fa da servo alle signore e signorie di corte? Cosa credi? anche io sono un nobile…io discendo da …e risalgo sopra questi quadri e arazzi e dipinti che stanno fermi da secoli e secoli, levando loro la polvere che si accumula giorno dopo giorno. La levo anche a tutti voi, sapete? Tutta quella polvere sudicia che indossate fuori e anche dentro le tasche. E non serve chiamare la ditta delle pulizie o accendere la aspirapolvere, ci sono io che basto e avanzo. Anzi non avanzo per nulla. Ah ah mi fate ridere voi con tutti questi granellini di polvere che controllate facendo la prova con il dito. Da ora in poi finalmente dirò basta a tutta questa vita e vostra antichità che mi sovrasta e andrò a vivere su Marte. Si, avete sentito bene. Finalmente vedrò la vita in un altro colore, il rosso, e non nel vostro squallido grigiore. Vede qui, ho già comprato il biglietto in astronave (sventolandolo davanti al naso della padrona della casa con due occhi spalancati e grossi così per la paura) e pronta la valigia. Addio, una nuova vita e un nuovo mondo mi attende, domani sarò libero e mi attenderà un nuovo giorno per me e non certo per voi che rimarrete qui dentro con tutte le vostre anticaglie fino alla morte. Avvertì un rumore nel taschino, guardò l’orologio e l’ora era arrivata, mezzanotte e un minuto, anche le lancette applaudivano felici. Il maggiordomo tutto tronfio, si girò , battè il tacco della scarpa sul pavimento alzò la testa all’insù con la tuba e disse andiamo madame, indicando con la mano il vuoto  e il nulla accanto a se sbattendo con forza la  porta,  lasciando a bocca aperta l’intera famiglia dove aveva lavorato per lunghi anni. Il suo “pianeta Marte” lo attendeva,un altro mondo, sicuramente migliore di quello che aveva lasciato ora.

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