Articoli scritti da: Stefano

Storie vere,storie false,storie che hanno urgenza di essere catturate come i pensieri da fermare su un foglio.Un puntino di scrittura insignificante e infinitamente piccolo dentro l'universo infinitamente grande catestef@yahoo.it https://twitter.com/EmptyStefano https://emptykey3.wordpress.com

Quando

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Quale e’ il momento giusto per leggere un libro. Sul treno? No,mi distraggo. In macchina? No,devo guidare. Sul divano? Non ho tempo di stare sul divano. Sulla metro,il dondolio delle rotaie e della metro stessa mi disconcentra. A letto? dopo due pagine mi viene sonno.Possibile solo quando si e’ raffreddati con la febbre? No,non puo’ essere. E allora,accidente,accidentaccio, quale e’ il posto e il momento migliore?

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Solo un momento

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Adesso e’ tutto perso in questo freddo,in questo inverno,tempo di castagne e di frutta secca da sgranocchiare. La nebbia ti viene incontro e ti fa visita di prima mattina,benvenuta malinconia. I denti gelati e strette le mascelle per il troppo freddo non ti lasciano pensare che e’ solo un momento e poi tutto finisce e svapora tra un trimestrale quando i primi caldi raggi di sole ti accompagneranno per l’estate. Quando tutto questo letargo mortifero finirà e la luce dirompente dell’estate avrà la meglio sopra ogni cosa.

Mar

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Non potrei vivere in una città o paese di mare. In una casa che si affaccia sul lungomare.In inverno poi sarebbe impossibile,tutte quelle nuvole scure che affondano nell’orizzonte dentro il mare dove anche il mare diventa grigio.Un enorme muro grigio davanti a me fastidioso alla vista e all’animo. E quel rumore continuo che senti che proviene dalle onde? Ti addormenta anche. Quando ti affacci dalla finestra vedi quelle file di ombrelloni chiusi che sanno di desolazione e di cose perse per sempre. Non fa per me,mi toglie la vitalità dentro me. Quando la notte dormo in un posto di mare sogno quelle onde che in tempesta si alzano alte come grattacieli e oltre fin su al cielo e si abbattono sopra di me.Non dona conforto,non ti rassicura come i monti o le valli,il mare e’ minaccioso sempre e misterioso sempre e per sempre. Con quel suo buio come le tenebre sott’acqua che rapisce anche la luce e i raggi del sole come un buco nero. E dentro il mare? storie di mostri marini,di galeoni sepolti,di morti sepolti,di squali affamati che si aggirano come mostri dalle enormi bocche come le balene. Piovre con mille tentacoli e pesci dai nomi minacciosi stanno li,mentre io sto qui sulla riva vestito con una camicia bianca e un cappello di paglia mi accendo un sigaro pensando che il mare non fa per me.Potrei essere spazzato via in meno di un secondo da questo mare con una sua onda violenta. Storie di galeoni fantasma,di spettri e antiche maledizioni vengono a galla ogni volta che metto piede nell’acqua di mare. Mi da fastidio, e’ come una presenza oscura che vive,che si muove,che parla. Mi da fastidio il rumore del suo respiro che lo senti quando l’onda arriva sulla riva e fa rumore e poi un altra e un altra ancora in modo ritmico come se respirasse. Il mare e’ vivo! Un gigante di acqua piu’ grande della terraferma o di tutta la terraferma assieme. Non c’e’ nulla di buono che emerge dalle sue onde schiumose che battono violentemente sulle coste in un moto sempre uguale all’infinito. Anche il suo sapore cosi salato e’ ripugnante.Quando mi fermo a guardare l’orizzonte il mare mi inibisce il pensiero,mi intontisce,ha anche il potere di ipnotizzarmi con quel suono delle onde che giungono sulla riva. A volte il gigante di acqua si presenta sotto mentite spoglie di una sirena che mi chiama,avverto il suo richiamo. Per questo non ci vado mai in un posto di mare,vuole che io cambi idea nei suoi confronti e ne parli bene.Ecco perche’ mi intimorisce, si diverte.

RiTmo

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Sopra le stelle oltre la luna
c’e’ un universo da esplorare
con le scale andiamo piu’ su
se possiamo salire di piu’
e guardare
se nella galassia
ci sono delle rime
che non trovo piu’
persi durante un sogno
mentre cantavi tu
a piedi nudi
con lo smalto blu
sul palco
nel cielo dipinto
di blu
Mentre i pompieri
di Viggiu’
con un telone da circo
urlavano
buttatevi giu’
che e’ pericoloso
stare lassu’.