vertigo

°
Fai un giro
fanne un altro
tira la ciabatta
alla vetrata
fai secca la zanzara
attenta al piede nudo
c’e’ una puntina da disegno a terra
evita la puncicata
la tazza di caffe’ e’
volata e
l’hai rivoltata
brava
tra poco perderai l’equilibrio
caffe’ che arriva dritto dritto
sul vestito.
Preparati in fretta
la sveglia e’ accesa
sono le 2 e 58
il tuo principe e’ in strada
l’appuntamento e’ alle 2 e 59
alle 3 lui scappa
stai facendo tardi
scendi di corsa per le scale
agguanti il corrimano
i piani sono otto
e l’ascensore e’ rotto
Hai perso l’appuntamento
il vestito si e’ macchiato
la puntina hai evitato
e il gran ballo
hai saltato
fatti una bella risata
e ricomincia
da capo.

Annunci

Notturno

*
*
C’e’ quel suono del violino nell’aria e nella mia testa
ci sei tu che lo suoni alla luce di una candela e una tempesta
di sera o di notte al buio dentro la casa
con fuori i campi e la campagna.
e il blu della sera circonda ogni cosa, fin giu’ alla vecchia stalla. lo
vedi per un attimo e poi sparisce,arriva di corsa il colore
della notte,un nero corvino che spazza via in un colpo deciso il blu turchino.
si accende il caminetto nella cucina antica
si leggono i racconti del 1800 tutti in fila
ci sono le tue sante cosce e i piedi nudi da baciare
con il tuo sorriso mentre suoni il violino con note celestiali.
C’e’ musica e ballo fino a notte tarda con i suoni
antichi e il vento fuori che parla
una sana allegria che scaccia via le porte della malinconia
e dice benvenuta ancora vita mia.

Il punto

*
Chissà come era il mondo quando non c’era nessun essere vivente. Le stagioni si alternavano per secoli e secoli,sempre uguali. Foreste incontaminate,boschi incontaminati,aria pulita e limpida come l’acqua delle sorgenti appena nate. Giorni e notti e tramonti e albe che si alternavano in un silenzio assoluto per secoli e secoli quando la terra era sola. Sola. Poi un giorno dal suo terriccio e acqua e dal suo ossigeno siamo nati noi. E non fu piu’ sola. Divenne madre di tutto.

rime urbane

*
Il gatto ti attraversa la strada
inchiodi la macchina
ma non e’ nero
fa lo stesso
sempre meglio inchiodare che
andare a incrociare
*
I piedi nudi sul cruscotto
che metti come se fosse
estate
hanno lo smalto blu mare
sarebbe meglio cambiare
in un bel nero invernale
*
Dici si,poi ci ripensi
e dici nì
non ti convince il colore
che non si abbina con il tuo umore
perchè c’e’ ancora il sole

*
Leggiamo giornali
leggiamo novità
il cellulare sta sempre a suonà
almeno di domenica
mettiamoci sul divano a pancia
all’aria a contemplà
il mondo che andando avanti
sempre peggio si stà.

Cartapesta

*
C’e’ una strada di carta
e un sole di cartone
un bosco con segatura e colla
pitturato su una tela
incorniciata
di legno dorato
voli di gabbiani in carta velina
sotto un mare di acqua salina
Pesci di cartoncino che nuotano
sempre
non si stancano e non si arrendono mai
e un aereo in plastica che vola
in un cielo colorato di pastello
Fili intrecciati di lino appesi
alla luna sospesa in cielo di cartone nero
come un disco di plastica bianco
E ora soffia aria sopra questo scritto
sentirai anche il vento
in questa opera di cartapesta
che non fa rima e non si spezza
anche se nervosa e tesa
guarda le frasi come cedono alle rime
perse.

Forse un sogno

*
Con un bicchiere in mano di whiskey seduta in fono la sala
sta la signora vestita di nero dalla testa ai piedi,il viso bianco il rimmel nero gli occhi blu ,il rosso del rossetto,mi guarda e mi invita a fare altrettanto a bere. Mi avvicino,ha la sigaretta tra le mani,il fumo sale fino ai suoi occhi di un blu enorme. Mi seggo,ci siamo solo io e lei e nessun altro. Ha le calze nere,le gambe lunghe e i tacchi alti. Sara’ alta un metro e ottanta.
Si toglie la scarpa e sento il suo piede affusolarsi alla mia gamba fin ad arrivare sopra la mia coscia. Vuole un massaggio. Gli prendo il piede con la mano e massaggio vigorosamente. Tutto avviene in silenzio,solo sguardi e nessuna parola. Il locale e’ vuoto,solo una musica jazz dalla radio arriva come sottofondo.
Rimette via il piede, e accenna ad un sorriso,beviamo dai nostri bicchieri il whiskey e poi ci alziamo. L’aiuto a coprirsi con il mantelo nero e usiciamo sulla stradina buia e fredda.
Nemmeno una parola,nemmeno un sorriso,silenzio. Non c’e’ bisogno di parlare- Chiamo un taxi,saliamo e l’accompagno a casa. Esce dal taxi,si avvia verso il portone di casa. Entra.Io rimango nel taxi e ritorno a casa mia.Non la vedro’ mai piu’. Fine.