Destino o caso ?

*

La lunga tavolata era imbandita di ogni ben di dio,era l’ora del cosidetto briefing dove oltre ad ascoltare la relazione si poteva mangiare a self-service no limit.
Si erano appena conosciuti salutandosi solamente cinque minuti prima alla conferenza che aveva come tema principale “Destino o caso” e ora si trovavano uno di fronte all’altro per la cena-riunione-conference organizzata dalla societa’ in cui lavoravano entrambi,lei in capo al mondo ,lui nell’opposto. Si erano comunque ignorati per tutto il tempo e ancora si ignoravano.

Tra il brusio dei commensali lei seduta davanti a lui si tolse la scarpa dal tacco di dodici centimetri e inizio’ a incurvare il piede nudo su e giu’ per rilassarne la muscolatura e i nervi della pianta del piede stesso.Odiava le scarpe strette con il tacco ma in certe occasioni come queste erano d’obbligo.Ma erano insopportabili quando doveva indossarle dalla mattina fino a tarda sera.

Prima di rimettere il piede nella scarpa sfioro’ inavvertitamente la gamba di lui che si accorse che era di lei e tossi’ con forza per mascherare un disagio credendo che lei facesse piedino per conquistarlo. Lei si accorse della gaffe e continuo’ a giocare per vederne la reazione. Mise il piede piu’ dentro fino ad arrivare sopra le ginocchia,quando senti’ la presa di lui che con la mano iniziava a massaggiare il suo piede.Il destino in modo alquanto bizzarro li aveva fatti incontrare in questo modo.E da una disattenzione iniziale di lei iniziarono a conoscersi fino a diventare la coppia piu’ duratura del secolo.Inoltre dove abitava lei,nel suo paese le statistiche dicevano che su dieci coppie,nove divorziavano dai tempi dei tempi. Un disastro.E poi potevano benissimo essere,loro stessi,l’oggetto del tema per la prossima conferenza e cioe’ destino o caso?

Condividi:

Annunci

Il libro usato

*
Non mi e’ mai capitato di leggere un libro usato,di quelli che sembrano essere abbandonati in qualche scaffale “usato” a poco prezzo,che hanno le pagine ingiallite e contrassegnate dalle “orecchiette” ai lati delle pagine o da appunti scritti sopra e dalle copertine rovinate e da cimeli che trovi tra le pagine,origami,fiori schiacciati ridotti a un ostia,bigliettini.E cosi penso chissa’ cosa ha visto un libro usato,cosa ha respirato,dove ha soggiornato e con chi.Quante mani lo hanno tenuto a se,o se e’ stato un poggia piedi di qualche bella donna o di un tavolino zoppicante,dentro quante borse e’ stato o in quanti scaffali ripiegato assieme ad altri e’ stato.In quante case e’ stato e in quanti posti di vacanza. E’ dalla data di stampa che vedi gli anni che ha il libro e quello che ha passato e visto passare.E gli anni che ha lo senti anche quando annusi le sue pagine,odore che sa di antico di cantina e di muffa e piu’ vai indietro con l’eta’ e piu’ questo odore si accentua. Un libro invece che annusi e che odora di stampa fresca e di carta pulita e’ un libro appena nato che non ha ancora un passato,non ha un vissuto.Non mi e’ mai capitato avere un libro usato.

Novella invernale

Le tre sorelle erano avanti con l’eta’,tutte e tre avevano passato l’ottantina  e tutte e tre non erano sposate. Ancora ci stavano con la testa però,non erano sprovvedute,erano lucide e in forza.La sera in inverno erano solite  trascorrere un po’ di tempo tra loro,dopo una cena frugale con un bicchiere di vino del paese,davanti al grande camino della grande cucina di campagna. Si raccontavano dei tempi passati,senza dimenticare il ringraziamento prima di andare a dormre attraverso una  preghiera  al Signore per la  giornata che stava terminando. Tutte le sere si sistemavano  dentro il camino per quanto questo era grande. C’era spazio per tutte e tre e anche per una quarta persona.Davanti a loro lo spettacolo della legna che bruciava e schioppettava con grande violenza, creava per tutta la cucina immersa nel buio un gioco di luci e ombre spettacolari.Un camino di altri tempi.

Tutte e tre ricamavano a mano,chi dei fazzoletti,chi confezionava centrini chi rammendava,si davano da fare per venire incontro alle richieste della chiesa.

Ma una sera un fatto insolito capito’ in quella casa di campagna,in quella cucina.

Ad una certa ora della sera,mentre erano a confabulare davanti al camino mentre fuori il vento urlava come non mai,sentirono una voce mista al vento che scendeva dentro il comignolo mai udita prima.Una voce che proveniva dal camino  stesso e le chiamava  per nome  una per  una.

La domenica successiva,il parroco del paese,non vedendo le tre sorelle,finita la celebrazione della messa natalizia busso’ alla loro porta. Chiamo’ il vicino per sfondarla dal momento che nessuno rispondeva alla chiamata del parroco.

Appena entro’ vide il camino spento e le tre sedie vuote al tavolo della cucina. Sopra di queste,vi erano solo gli occhiali da vista e il lavoro di cucito. Le tre donne erano sparite. La casa risultava intatta,la porta chiuse e quella che dava sull’uscio era chiusa a chiave dall’interno,mentre le finestre erano ben serrate,non vi era nessun altra  possibilita’ di uscita.

La notizia volo’ di bocca in bocca ,da bracciante a bracciante,da donna a donna,e la verita’ che si sviluppo’ dalle dicerie fantasiose popolane venne subito alla luce. Le tre donne erano state chiamate da Dio in persona che le aveva prese con se quella notte stessa,e portate in cielo in carne ed ossa.

Per anni la storia venne ricordata  nelle funzioni religiose ma poi il ricordo si affievolì e finì e   anche la casa di campagna  meta di curiosi diventò una casa normale come tutte le altre. Il trascorrere del tempo fece si che la storia con  si tramuto’ in leggenda e in favola e venne arricchita di altri particolari più fantasiosi. E un giorno si ritrovo’ ad essere un racconto in qualche libro di  Storie per il Natale.Non era piu’ vera ma diventata una favola.

(La voce del Vento) (C)

S. 2015/Dic.

Un po-st di domande!

*
Ma quando ritorna il sole caldo con la spiaggia e il mare? Ma quando ritorna l’aria che odora? Ma quando ritornano le giornate lunghe? Ma quando ritornano le escursioni in montagna con il bel tempo e il cielo azzurro e luminoso? Ma quando ritornano quelle serate a stare in giardino a ora tarda a parlare,a mangiare,a leggere all’aperto? Sulle sdraio o sull’amaca? Ma quanto dura questo freddo e questo inverno che sembra non finire mai? Quando?

Il biglietto di visita

*
Pensando tra me e me….

Una citta’ la vedi subito che funziona,appena ci arrivi,da poche cose. Metro puntuale e pulita con infrastrutture moderne e funzionanti (tipo aria condizionata calda o fredda nei vagoni ) ,stessa cose per i bus di superficie.
Pulizia nelle strade al centro della citta’ e in periferia.

O no?

*

A proposito,ci sono persone che sulla metro,in piedi ma anche seduti,di prima mattina,leggono i libri. Come fanno mi chiedo? Io di prima mattina sulla metro ancora dormo,mi sveglio per le 11.30,non riuscirei mai a leggere!

*
Mah…