affinità

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Ballata

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Vorrei svegliarmi da questo sogno
la luce è troppo fioca qui per vederti
c’e’ del fumo e ombre
sento delle voci lontane che
indicano la strada
*
Vorrei svegliarmi da questo sogno
ti vedo che ti arrampichi sopra lo specchio
i piedi avanzano camminando
ma sono fermo questa notte
dentro un sogno.
*
Ci sei e non ci sei
i lampioni nella strada
di notte
fanno un colore spettrale
la radio accesa trasmette
musica notturna
sto ancora sognando
*
Vorrei svegliarmi
ma sento la tua voce
che mi trattiene
le tue mani stringono le mie
non mi lasci svegliare
*
Sono dentro a un sogno e tra
un poco mi sveglio
Ti vedrò al prossimo sogno
o forse no.
La notte sta finendo e anche i
sogni
domani l’alba spazzerà via
tutto, anche il ricordo
di noi.
*
Il mondo sta andando alla malora
non vedi?
sono rimasti i sogni
a salvarci
Lasciamo che cosi sia
che l’ultimo sogno non abbia
mai fine.

La gatta

*
C’era una gatta di nome Lola dal pelo grigio e tigrato e dagli occhi gialli che in inverno stava sempre sul termosifone e controllava tutto,oppure si infilava sotto il letto lontano da tutti per non essere disturbata.Il piu’ delle volte durante il giorno dormiva. Era grassoccia e invecchiata,settanta anni portava,circa 15 anni dei nostri aveva e con gli occhi Lola ancora guardava bene. Quando miagolava voleva mangiare,lenta lenta andava al suo angolo a cenare,dopo, non si sapeva piu’ che fine faceva, gironzolava per la casa ma nessuna la vedeva dove si nascondeva. Era riservata,altezzosa e solitaria e con questi modi sembrava lei la padrona di casa. Ad un certo punto ritornava sul termosifone dove vi era un piccolo cuscino giallo mentre gli altri guardavano la televisione. Lola inoltre aveva un collarino di colore rosso velluto consumato con un campanellino. A volte quando la chiamavi Lolaaaaa,Lolaaaaa, nemmeno si muoveva,pensava ecco un altro che mi vuole usare come una coperta, con il cazzo che ci vado.Come lo diceva? Con il pensiero trasmetteva. Lola anche se vecchia non era scema.Anche se ultima in casa nella famiglia Battistini era considerata come una di famiglia in tutto e per tutto.In quella casa erano sette persone,otto con Lola la gatta sul termosifone. Quando a casa veniva gente che salutava,dicevano sempre e Lola dova sta’? Il bello e’ che quando veniva gente Lola gia’ era scappata.Intuiva, prima che le persone suonassero il campanello di casa,intuiva che sarebbe stata presa e rivoltata come un calzino per giocarci come un peluche.Era furba Lola.

L’importanza del riccio

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Ogni volta che sento in lontananza i rintocchi delle campane della chiesa il mio primo pensiero va al pranzo della domenica. Sempre stato cosi. Quel bel tavolo rotondo apparecchiato con una tovaglia bianca,le posate in finto-argento pesante ben disposte, i bicchieri in cristallo per l’acqua e il vino,i tovaglioli di cotone con l’anello in legno al centro,i piatti in porcellana di varie misure,le orecchiette fatte con acqua e farina a mano e sistemate su un piano in legno,il profumo del sugo al ragu’,o la lasagna fatta in casa,dell’abbacchio arrosto con le patate o l’agnello,l’antipasto misto di salumi e formaggi,la pizza bianca appena sfornata del panettiere,gli amari in un angolo,la torta alla crema nel frigo,quel brusio nella sala da pranzo che rilassa,gli occhi che guardano con avidità,il silenzio fuori mentre anche gli altri paesani stanno a pranzo,il sole alto e l’azzurro del cielo. Le risate mentre si mangia per il piacere che si ha.Il pisolino dopo pranzo,l’uscita pomeridiana per un gelato o la granita di caffè con panna,i baci con la lingua verso la fresca sera, le tue cosce e i piedi nudi appoggiati sul cruscotto della macchina per il rientro in città.La pace,la domenica nel paese.
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Ma il titolo del post cosa c’entra? Niente,per attirare l’attenzione e un omaggio involontario al titolo del libro – L’eleganza del Riccio – che non ho mai letto.

Sabato mattina

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Il mattino ha l’oro in bocca.I sogni lo hanno,l’odore di caffe’ nelle stanze di prima mattina,anche il caldo delle coperte con te nel letto ha l’oro, le tue cosce e i tuoi piedi nudi hanno l’oro,quel silenzio che sembra domenica e’ oro,quella luce invernale ricca di sole e’ come se fosse oro che illumina,l’affacciarsi sull’uscio di casa e vedere la distesa di campi e’ oro,il rumore dell’acqua che sgorga dal rubinetto del lavandino di prima mattina e’ oro,anche la pelle illuminata dai raggi solari sembra che riflette oro. C’e’ oro intorno a noi e non lo vediamo. A volte diventa ottone.