il punto

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Io in una donna guardo tutto,ma in primis mani e piedi. Se sono curate le estremità. E’ importante.

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il punto

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Vezzeggiativo:

nei nomi propri è detto anche ipocoristico e si forma, oltre che con normali suffissi, con la soppressione delle sillabe protoniche, lasciando alla forma accorciata la sua consonante iniziale.

Sempre odiato l’itagliano!!!!

Al ritmo

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Rompi la tradizione,cammina controcorrente,bacia un rospo,agguanto il corrimano,scendi le scale a piedi nudi,c’e’ il tatuaggio che perdi,e’ volato in strada,raccoglilo e sali in ascensore,sotto il termosifone c’e’ un biglietto di auguri,meglio non leggerlo,salta la mattonella,salta la puntina,fatti una doccia gelata,rimetti in sesto questa giornata,il tatuaggio rimettilo all’angolo del piede,il libro che hai letto vendilo al rigattiere,mettiti una benda agli occhi,cammina alla cieca,se arrivi al traguardo,vinci una viaggio nella siberia,non scoprirti troppo,prenditi un calmante,aspetta il vento,tanto hai l’ombrello che ti porta senza volerlo a casa in via del mulinello,spingi il portone,sdraiati sul divano,la giornata e’ terminata,prendi una boccata d’aria,e soffia dentro un pallone,fallo scoppiare e domani ricomincia da capo questo testo senza senso. Oh yeees.

Vertigo 1 qui

Un altro mondo

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Il maggiordomo dopo 41 anni e 6 mesi e 10 giorni di attività lavorativa, prossimo alla pensione, diventò matto. Sentite il suo monologo prima di lasciare la nostra amata casa….

La senti questa voce che corre, corre, corre e rimbalza sopra i muri di questa antica casa, senza mai fermarsi e arriva nelle mie orecchie fin dentro la mia testa stanca, quasi a dirmi con forza sovrumana che io sono un pazzo? Oh mia adorata gatta, dove ti nascondi, per caso dentro l’armadio o sotto il letto? No. Io ti vedo attraverso lo specchio. Cosa credi? che sono un visionario? un avanzo di un tuo croccantino? uno di quelli…quelli….che con lo strofinaccio in mano lava solo i pavimenti e fa da servo alle signorie di questa casa? Cosa credi? Anche io sono un nobile come voi…io discendo da …e risalgo sopra questi quadri e arazzi e dipinti che stanno fermi da secoli e secoli, levando loro la polvere che si accumula giorno dopo giorno. La levo anche a voi, sapete? Tutta quella polvere che indossate fuori e anche dentro le tasche. E non serve chiamare la ditta delle pulizie o accendere l’aspirapolvere, ci sono io che basta e avanzo. Anzi non avanzo per nulla. Ah ah mi fate ridere voi con tutti questi granellini di polvere e gioielli che vi escono dal naso e dal cul…. pardon…..dal fondo schiena. Ma da ora in poi, dirò basta a tutta questa vostra antichità che mi sovrasta e andrò a vivere su Marte. Si, avete sentito bene. Finalmente vedrò la vita in un altro colore, il rosso, e non nel vostro squallido grigiore. Vede qui signora Vesprina, ho già comprato il biglietto in astronave (sventolandolo davanti al naso della padrona della casa che aveva due occhi spalancati e grossi così per la paura) e pronta la valigia. Addio, una nuova vita e un nuovo mondo mi attende.
Si girò, battè il tacco della scarpa sul pavimento e disse “madame andiamo?”, indicando con la mano il vuoto e il nulla accanto a se. Sbatte’ dietro a se’ con forza la porta e lascio’ a bocca aperta l’intera famiglia dove aveva lavorato per lunghi anni.
Il suo “pianeta Marte” lo attendeva, sicuramente –un altro mondo – migliore di quello che aveva lasciato ora.

Romanza cantata

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Il vino e’ finito
l’acqua e’ nel frigo
e non mi va
giochiamo a tresette e passiamo
la serata di là
C’e’ ancora quel disco Jazz
che ti piace
ma non a me
tuo fratello l’ha venduto
chissà perchè.
Ora vuoi andare al mare
e’ di sera
e il bagno lo vuoi fare
perche’ dici se non vivi
che campi a fare
Io ti ci porterei ma
mezza ubriaca sei
meglio che finiamo a carte
la serata.
Ti sei alzata e a piedi nudi
sul tavolo hai iniziato
a ballare
con le candele accese
e la musica tecno
che andava
Mi hai chiamato
io non ti sentivo
perche’
volevo un ballo
assieme a te
antico.