Istantanea

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Ricordi
su quel treno nello scompartimento terza classe,c’era il sole dentro e il caldo dell’estate
una luce brillante faceva scintillare i capelli e si poggiava sulle gambe e i piedi abbronzati dal mare.
E si sentiva l’odore del melone e del cocomero nel rossetto appena messo.

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Cosi e’ cosi mi e’ venuta

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E io ce l’avevo detto alla Olga che le piaceva,gliela avevo dett!
E guardav’ e cosc’ e guardav’ e pied e guardav’ l’occhi e guardav…
Un ciorno lei partì lontano e lui non guardo’ piu’. Nellu paes tutt s’accorseno che l’era partita. Nesssscun guardav piu’. Tutt’e ciec erano diventat l’omm! tutt ciech e che trisssctezza infinita.

Necrologio dell’estate

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Addio alle giornate cariche di luce,ai giorni luminosi,al caldo estivo e a quell’assaggio di paradiso in terra dove tutto risplende e tutto rinasce dal buio della natura.Addio estate.
All’improvviso e’ arrivato il freddo sterminatore. Addio a quel bel cielo azzurro,a quell’aria profumata di frutta estiva,alla spiaggia e al mare,addio agli ombrelloni e al solleone,addio a qull’allegria che solo i mesi estivi sanno regalarti,addio, ci rivedremo tra un anno quando questa bruttura e rottura che sta per arrivare dell’inverno sparirà di nuovo,mentre tu cara estate resusciterai dalle ceneri dell’inverno stesso. Ti aspettero’ come sempre,come ogni anno alla tua rinascita.

Room n°?

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Le camere degli alberghi sono tutte uguali in tutto il mondo,anche negli states dovo sono stato due volte. In genere come entri il bagnetto lo trovi alla tua destra,qualche volta a sinistra,moquette a terra,un passo e già sei alla camera da letto con un piccolo scrivano e una sedia a mo’ di sgabello per poggiare che? la valigia entra giusta giusta e una finestrella con affaccio non particolarmante riuscito ti dice la “camera e’ tutta qui”. Un televisore attaccato a parete in alto 3 cm x 2 cm e un mini-frigo incastrato sotto lo scrivano.Stop. La voglia di lasciare i bagagli e uscire e’ immediata,senso di claustrofobia ai massimi livelli,aria condizionata che se funziona funziona male.Una notte per la modica cifra di 80 o 110 euro a notte questi sono i prezzi medi colazione compresa. Il problema sempre avuto sono i cuscini del letto e il materazzo del letto,problema che si manifesta in tutta la sua virulenza la mattina quando, dopo che hai dormito poco e male, ti alzi e la schiena e il collo sono strapazzati dal dolore. Mi prometto di dormire sempre per terra,ma non lo faccio mai.
Ma il bello e’ quando piove a dirotto e sei costretto a stare in albergo tra la hall e la camera che la reception ha scelto per te. Un senso di soffocamento prende il sopravvento e dici adesso vado in aereoporto e prendo il primo volo e ritorno a casa.E invece non lo fai. Cosi ti trastulli e dici,in fondo in fondo stai in ferie mica al lavoro. No?
Una volta mi e’ capitato di prenotare un albergo a poco prezzo a londra perche’ avevo deciso di andare ad un concerto. Stanza numero 128. Mi trovo davanti un lungo corridoio male illuminato,con moquette verde e rossa e porte in legno grigie,Sembrava che c’ero solo io e nessun altro.Impressione che ho avuto anche quando sono rientrato tardi dopo il concerto. Ho immaginato la serie piu’ bella dei gialli made inglese che han preso il sopravvento dentro la mia testa. Risultato dormito poco per la suggestione e puntato la sveglia all’alba per andare subito all’aeroporto anche se il volo era nel tardo pomeriggio. Room n°? una stanza tanto vale l’altra in tutto il mondo come delle stanze fotocopie.

Sempre nevica

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Inverno. Nevica sul paese di “sempre nevica”. I caminetti in ogni casa sono accesi e sbuffano aria calda come vapore dai comignoli sopra i tetti. Un cagnaccio annusa la neve che nel frattempo sembra virare in riflessi azzurri,qualcuno rompre la legna con colpi secchi e decisi. Ecco che esce fuori all’improvviso dal bar chiamato “Il bicchierino” Toto che ubriaco come sempre inizia a cantare a voce stonata e sgraziata qualche melodia di Verdi,dopo poco lo vedi che cambia sinfonia e iniza a prendersela con tutti anche con il cagnaccio appena passato.Intanto se la ride e se la canta. Una vecchina passa e gli dice ” a toto sempre a beve stai,qualche giorno ci rimarrai secco”. Toto non risponde, non canta piu’ e non strilla piu’,Toto si gratta come si deve e va via,dove non si sa, perche’ sparisce all’improvviso cosi come era apparso all’improvviso uscendo dal bar. Alzando lo sguardo poi, c’e’ una piccola collina tutta innevata con un convento sulla cima,isolato. Ci abitano le suore di clausura chiamate – Le consorelle scalze – che dire? Se vai li’ e bussi ti si apre una grata in ferro battuto come una piccola nicchia,larga o piccola come una mano,metti dentro un obolo e si richiude,dopo qualche istante si riapre e per magia trovi biscotti o marmellate fatte da loro. Sono come fantasmi,ne’ li vedi e ne’ li senti e immagino un silenzio li dentro da far paura intervallato da canti e litanie e lodi verso il cielo o verso gli abitanti del paesello. Fa freddo oggi e l’aria fredda pizzica di brutto,una taverna ci vorrebbe ma e’ tutto chiuso e spento per mangiare e’ troppo presto. Intanto mi godo quel chiarore che esce dalle finestre di queste vecchie case come i loro abitanti nel buio della sera.C’e’ una calma che avvolge tutto e tutti. Si sente il suono del telegiornale regionale o locale che parlano di loro,del loro paese di “sempre nevica”. La novità che danno e’ che domani e’ prevista una forte nevicata come non c’era da 50 anni. Ecco “sempre nevica” e’ un nome di paese che ci puo’ stare.