Racconto al ragu’

*
Si stava tutti in silenzio
davanti al desco
nella tavola di casa
a gustare il ragu’.
Dentro la casa
fuori pioveva e noi
a guardare le fettuccine
al ragu’.
Lontano a pochi metri
in un altra casa
sentivamo gli strilli
forse una scazzottata
ma a noi
non ce ne’ importava
mangiavamo del buon ragu’
fatto in casa.
Verso le due
dopo un ora
le nostre mascelle erano
stanche di muoversi
per il troppo ragu’
mangiato.
Cosi’ prendemmo coraggio
a due mani
un fiasco di vino rosso
pigliammo
e lo versammo dopo il ragu’
in canna.
A un certo punto il sonno
prese il sopravvento
ci mettemmo a letto
sognando
un bel piatto di fettuccine al ragu’
con abbondante parmigiano.
O ragu’ Re della cucina
noi ti adoriamo e
ti lodiamo per il piacere
che ci hai dato
al nostro palato e allo
stomaco affamato.

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Invernando

*
Percezioni. Allunghi i tuoi piedi nudi per un massaggio, quel tatuaggio sulla caviglia cosi’ piccolo cosa vuole da me? Mi ipnotizza. Mentre il rumore che sbuffa della caffettiera che viene dalla cucina ti dice fischiettando che e’ pronto il caffe’. Anche il rumore sembra addormentato.Percezioni addormentate anche quelle. E’ l’inverno che rende tutto ovattato con luce smorta,addormentati dentro un lungo pomeriggio buio e nero come il caffè che stai bevendo e il libro noir che stai leggendo.L’estate è solo un ricordo ora.

Istantanea

*
Ricordi
su quel treno nello scompartimento terza classe,c’era il sole dentro e il caldo dell’estate
una luce brillante faceva scintillare i capelli e si poggiava sulle gambe e i piedi abbronzati dal mare.
E si sentiva l’odore del melone e del cocomero nel rossetto appena messo.

Pacchi e pacchettini

Già. E` da ridere, lo so. Bastava, santo Dio, che non avessi tutti quegli impicci di pacchi, pacchetti, pacchettini… Più carico d’un somaro!
Ma le donne – commissioni… commissioni… – non la finiscono più. Tre minuti, creda, appena sceso di vettura, per dispormi i nodini di tutti quei pacchetti alle dita; due pacchetti per ogni dito.

(Pirandello)

Buon Natale

Invocazione

*
Cantami o diva del pelide emptyout…Calliope ti invoco,la mia vena e’ divenuta arida per colpa di questo inverno oscuro.
Quanta beltà splendea negli occhi radiosi dell’estate e il caldo dell’estate
fioriva sulla mia pelle che diventava luminosa. Ora invece, la natura e’ rimasta orba di tanta bellezza e luce.
Solo alberi morti e secchi al mio passaggio e i miei occhi già stanchi di questa visione dal colore carbone vorrebbe chiuderli e aprirli nel mese del giugno prosperoso. Crepe nella pelle e aliti di morte dell’inverno, nel circondario, infestano ogni cosa.Gelo.

Inverno

*
Che il drago dell’inverno apra la sua enorme bocca e ci inghiotti tutti quanti. Non sa’, che in fondo alla sua carcassa,nel buio piu’ assoluto dell’inverno,c’e’ il suo buco del cul che un giorno si aprirà al sole dell’estate,e lui sparira’ come per incanto. E’ il miracolo che ogni anno la natura ci regala.